Il Sole 24 Ore posiziona Chieti e la sua provincia al 54mo posto per la qualità di vita con un guadagno di 11 posizioni, seconda in Abruzzo solo a l'Aquila (49mo posto) che ha vissuto e sta ancora vivendo il dramma del terremoto, davanti a Teramo (59mo) e quell'altra roba che ci sta vicino (66mo) e che viene sempre additata come il modello unico con il quale pagare la nostra tassa verso il progresso e l'accesso all'era contemporanea.
E' chiaro che, alla luce di quel che purtroppo accade a l'Aquila, la classifica reale vede Chieti in cima. E' altrettanto chiaro che questa classifica non riguarda solo il Capoluogo, ma l'intero territorio provinciale, ma ha in ogni caso il nostro nome e possiamo andarne orgogliosi, anche chi, come me, non vive a Chieti, ma ne segue le vicende e ne sostiene le ragioni ideali e materiali. Saranno statistiche nel quale ognuno di noi può riconoscersi o meno, ma noi le prendiamo per buone e speriamo che non servano come strumento di propaganda, ma come punto di partenza per migliorare ancora di più perché siamo a metà classifica e una città delle nostre caratteristiche può e deve ambire a fare di più.
La cosa che colpisce è che siamo la provincia con il PIL procapite più alta in Italia. Vuol dire che, statisticamente, siamo quelli che con le nostre due mani producono più ricchezza, anche rispetto a uno della provincia di Treviso. Brilliamo per il numero di laureati con età tra i 25 e 30 anni(6° posto) e anche per percentuali di morte per tumore (3°) questo vuol dire che siamo molto istruiti ed è assai meno probabile di altre parti d'Italia che la nostra vita sia decisa da un male incurabile.
Ci sono molti segni di speranza. Prima di tutto, la natalità (16°), e il fatto che per i minori arrestati (17°), furti in casa (14°), borseggi (24°) e rapine (30°) di altre realtà. Dal punto di vista economico, spicca la vitalità del nostro tessuto imprenditoriale: siamo 12ma provincia per numero di nuove imprese registrate e 11ma per tasso di disoccupazione.
Per altre cose invece siamo indietro, e non poco. Per il tasso di occupazione femminile (70) e preoccupa l'88 posto per i delitti totali inoltre siamo 74 per il tenore di vita totale e per stipendi siamo al 97mo posto, segno che siamo sottopagati e la nostra ricchezza o è in mano a pochi oppure raggiunge altri lidi. Produciamo tanto, ma non ce lo godiamo, anzi... L'aspetto per il quale siamo gli ultimi posti è la 102ma posizione per le associazioni di volontariato. Questo può voler dire due cose: o da noi la famiglia è ancora tanto forte da poter sorreggere e aiutare chi ha bisogno o che in noi c'è scarso spirito altruistico. Io preferisco pensare che sia vera la prima ipotesi. Ad ogni modo, vi invito a vedere tutti i dati e a rifletterci. Potremmo trovare spunti per la nostra azione di associazione.
martedì 22 dicembre 2009
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